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Ex Umberto I e nido Millecolori: «Decidano i cittadini se vogliono una città sovietica»

I progetti del sindaco Brugnaro a Mestre: «Qualcuno investe e mette la faccia. Altri vanno a ruota. Abbiamo sospeso l'ex Luzzatti. Decideremo in Consiglio davanti a tutti e ognuno si prenderà le sue responsabilità»

 

La ratifica dell'accordo per la riqualificazione dell'area della stazione ferroviaria di Mestre oggi, lunedì 15 luglio a Ca' Farsetti, crea l'occasione per svelare altre partite strategiche per la città, mentre il 2020 è sempre più dietro l'angolo e si infervora il botta e risposta fra maggioranza e opposizione. «Stiamo costruendo una grande Venezia metropolitana, che è davanti agli occhi di tutti - le parole del sindaco Brugnaro che, sull'ex ospedale Umberto I e il progetto di via Trentin sul complesso dell'ex Luzzatti, con l'asilo nido Millecolori, taglia di netto: «Decidano i cittadini se vogliono far tornare la città sovietica o guardare avanti con un po' di coraggio».

Ex Ospedale

«Posso capire i comitati - dice il sindaco alle telecamere - ormai bastano 5 persone per costituirne uno. Ma un partito come il Pd che afferma debba essere il Comune ad acquisire l'area, mettendo 15 milioni, non lo capisco. Se ho 15 milioni da buttare piuttosto faccio uno stadio - dice escludendo oggni possibilità di acquisto dell'area -. E poi perché l'ex Umberto I sì, e altre aree no? - Si chiede Brugnaro -. La storia - prosegue il primo cittadino - ha dimostrato che questa logica comunista non funziona. Come a Poveglia. Hanno detto aspettiamo i finanziamenti pubblici, europei, che non sono arrivati, e di fatti l'isola è là. Il finanziatore privato non c'è più e quelli di Poveglia si sono aggregati con i No Nav. Il privato ha risparmiato e l'ospedale che doveva sorgere non è mai nato. Penso sia giusto che la città sappia e decida - prosegue il sindaco di Venezia - se vuole un'area di nuovo sovietica. Vedremo, come si è visto col tram, o il ponte di Calatrava. È assurdo pensare così, quando invece certi investimenti che vogliono fare i privati, è giusto lasciarli fare ai privati».

Asilo nido Millecolori

Questo progetto, che riguarda tutta l'area dell'ex complesso scolastico Luzzatti di via Silvio Trentin, è stato presentato, contestato, confermato dagli assessori Paolo Romor e Massimiliano De Martin, compreso il complesso residenziale di 6 piani e oltre una sessantina di appartamenti, e di nuovo contrastato da alcuni residenti e genitori dell'istituto comprensivo Querini di Mestre, nell'enorme cortile del quale verrebbe realizzato il nido. «Si tratta di beni alienabili che abbiamo venduto imponendo ai privati di costruire l'asilo per i 60 bambini che ora sono dentro a questo istituto chiuso e abbandonato - precisa Brugnaro, dopo l'intervento sull'ex Umberto I -. La decisione sull'area l'abbiamo fermata, davanti alle contestazioni. Ma adesso la prenderemo in Consiglio comunale, davanti a tutti. E chi dice "no", si assumerà la propria responsabilità. Dicono no su tutto. Salvo stare zitti e utilizzare poi quelle stesse strutture portate a termine da chi ha investito, mettendoci la faccia - dice il primo cittadino -. Per l'asilo verrebbero utilizzati 600-800 metri quadrati del giardino della Querini, che complessivamente ne misura 2800, quindi una piccola parte. E lì, salvati cielo - dice il sindaco -. Sono partiti i "no" di comitati, mamme, che non so perché continuano a raccontare un sacco di storie, visto che l'asilo lo avrebbe pagato il privato dentro al complesso scolastico. È chiaro - conclude Brugnaro -  che questi comitati stanno nascendo per le prossime elezioni, decidano i cittadini se vogliono far tornare la città sovietica o guardare avanti».

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