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«Il sistema fognario fa acqua, un risarcimento ai cittadini»

«Gli impianti sono inadeguati. Zone allagate per problemi strutturali, sono noti gli interventi necessari nelle zone a più alta criticità, come quella del bacino Carpenedo-Bissuola»

Allagamenti, foto inviata

Abitazioni finite sotto acqua a fine agosto al Bissuola. «I tombini non ricevono più», segnalò con una lettera una residente la mattina del 25 agosto, inviando la foto del giardino di casa ridotto a uno stagno. I temporali del giorno prima avevano richiesto una quindicina di interventi dei vigili del fuoco in terraferma, ma per rami caduti. Non erano state segnalate criticità particolari. Fino alla testimonianza di un gruppo di inquilini che raccontarono di essere andati a fondo, non tanto per le piogge forti, ma per la scarsa ricettività delle caditoie della zona.

La testimonianza

«Particolare sfortuna sempre per Via Motta e via Tevere, all'altezza del capolinea Actv, dove i tombini non ricevevano più e, anzi, rigettavano con forza acqua e fogna. Siamo stati a un pelo dal ripetersi della situazione del 2006 e 2007 - riportava la segnalazione -, promesse non mantenute agli abitanti della zona che da anni segnalano la necessità di risolvere gli allagamenti che si ripetono nelle vie più basse. Ancora in tanti sono impegnati a ripulire i garage più bassi, con la conta dei danni».

Il risarcimento chiesto

«Servono azioni risolutive e un risarcimento ai cittadini»: l'attacco dei consiglieri comunali del Partito Democratico Monica Sambo, Emanuele Rosteghin, Bruno Lazzaro e Nicola Pellicani, insieme al vicepresidente del consiglio comunale Giovanni Pelizzato (Lista Civica Felice Casson). Depositata un’interrogazione in merito agli allagamenti avvenuti nelle vie limitrofe al parco Albanese. «La gravità della situazione sta proprio nel fatto che - scrivono - dai dati raccolti fino a ora non sembra si siano verificate anomalie di funzionamento degli impianti di gestione delle acque. Il problema appare, purtroppo, di tipo strutturale. Il sistema idrico e fognario della stragrande maggioranza del territorio del Comune è inadeguato e questo è noto da tempo all'amministrazione - spiegano - così come l’elenco degli interventi necessari soprattutto nel bacino Carpenedo-Bissuola».

Alberghi e ostelli

«Contestiamo duramente che questa amministrazione abbia scelto di destinare i finanziamenti del Patto per Venezia per la nuova idrovora di via Torino, a servizio dei nuovi alberghi e ostelli, invece che per l’impianto di via Bissagola, necessario per la sicurezza della zona residenziale. Tra i cittadini più danneggiati ci sono gli inquilini delle case popolari di via Casona. Chiediamo che l'amministrazione si attivi per reperire i finanziamenti necessari alla realizzazione degli interventi di abbattimento e mitigazione del rischio idrico di tutta la terraferma del Comune di Venezia».

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