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Autoriparazioni: dal 2009 oltre 20 le aziende che hanno chiuso i battenti a Venezia

A presentare i dati è la Cgia di Mestre: "Probabile calo dovuto alla crisi, ma anche alla maggior presenza di concessionarie che svolgono gli stessi servizi, e alla concentrazione di lavoro nero"

Aziende di autoriparazion in crisi. Questa è la fotografia di Cgia Mestre, emersa dai dati raccolti nel Comune di Venezia, dal 2009 a oggi. 

I dati

Tra il marzo 2009 e lo stesso mese di quest’anno lo stock complessivo delle aziende del settore è diminuito di 23 unità: se nel 2009 erano complessivamente 199, quasi 10 anni dopo sono scese a quota 176. In queste ultime attività, oggi lavorano poco meno di 500 addetti. 

Gommisti

Sono quelli che hanno registrato un risultato positivo: +2 attività. Se il numero delle aziende attive nell’autoriparazione ha registrato una contrazione dell’11,6 per cento, la situazione generale è stata meno pesante. Sempre nello stesso periodo, infatti, il totale delle imprese presenti nel Comune di Venezia è diminuito dell’1,8 per cento (in termini assoluti il saldo è stato pari a -385 imprese). Nell’ultimo anno, invece, il quadro generale non ha subito particolari cambiamenti.

Abusivi

“Le difficoltà registrate dal settore auto sono riconducibili alla crisi economica di questi anni e agli effetti negativi che, purtroppo, si sono avvertiti maggiormente nella terraferma del nostro Comune, rispetto al resto della provincia - segnala il presidente della Cgia, nonché rappresentante del comparto auto, Roberto Bottan -. Probabilmente, anche perché in città c’è una maggiore presenza di grandi concessionarie auto  che, legittimamente, fanno il loro lavoro, contraendo, però, importanti quote di mercato agli autoriparatori indipendenti. Inoltre, questa riduzione è sicuramente imputabile anche alla forte concentrazione di lavoratori in nero presenti a Mestre e Marghera. Un esercito di abusivi maggiormente concentrati in città che nel resto della provincia”.

Ibride e elettriche

Le conseguenze della crisi sono state negative, tuttavia anche il futuro rischia di riservare delle brutte sorprese: l’avvento delle auto ibride e di quelle elettriche, che nel giro di poco più di un decennio andranno a sostituire in particolar modo le vetture diesel, cambierà anche il mondo dell’autoriparazione. “E le auto esclusivamente elettriche, un segmento di mercato sempre più in espansione – conclude Bottan -  richiederanno un insieme di competenze fondamentalmente diverse da quelle che abbiamo imparato fino a ora, come la conoscenza elettrica. Una sfida che la categoria ha deciso di  affrontare per tempo investendo nella formazione degli artigiani e dei propri dipendenti”.
 

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