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Auchan a Conad, Mise conferma: migliaia di posti a rischio. «Crisi come all'Ilva»

Acquisizione del 56 per cento dei punti vendita con il cambio di denominazione sociale. Nessuna garanzia per il rimanente 44% (e i lavoratori)

Sciopero Auchan Mestre scorso ottobre

Una preoccupazione con ragioni fondate, quella dei dipendenti del gruppo Auchan, dei punti vendita Simply e di Sma, stando allo stato di cose riferito dall'onorevole del Pd Nicola Pellicani, che già a maggio scorso aveva presentato una interrogazione al Ministero dello Sviluppo economico (Mise) sull'acquisizione da parte di Conad. «La risposta - scrive Pellicani - del sottosegretario Gian Paolo Manzella ribadisce l’impegno del governo, ma non è affatto tranquillizzante sul futuro occupazionale di migliaia di lavoratori, più di 15 mila in Italia, 1500 in Veneto».

Come l'Ilva

Entro fine anno Conad intende chiudere il contratto di acquisizione del 56 per cento dei punti vendita con il cambio di denominazione sociale da Auchan a Margherita Distribuzione spa. Nessuna garanzia per il rimanente 44%. «La crisi che riguarda la grande distribuzione è pari, per dimensioni occupazionali, alla crisi dell’Ilva. Serve la massima attenzione da parte delle istituzioni. Non solo del governo, ma anche delle Regioni».

Ammortizzatori e Cig

Il Mise ha chiesto «un percorso condiviso tra le parti», al fine di garantire la sostenibilità del piano di acquisizione. Inoltre ha ribadito, secondo il parlamentare veneziano, di aver «sempre posto l’obiettivo di mantenere integro il perimetro aziendale e salvaguardare i lavoratori». Il rischio “spezzatino”, ipotizzato fin dall’inizio della vertenza dalle organizzazioni sindacali, è tutt'altro che remoto. «Pochissimi dei dipendenti attuali hanno i requisiti per beneficiare di ammortizzatori sociali e per ricorrere a pensionamenti o prepensionamenti. Stiamo parlando di migliaia di lavoratori». Incerta anche la cassa integrazione, perchè nella maggior parte dei casi si tratta di punti vendita molto piccoli, con pochi dipendenti, per cui mancano i presupposti normativi per poter accedere alla Cig (cassa integrazione). E gli stessi punti vendita che saranno acquisiti da Conad saranno oggetto di ristrutturazioni. «Manca un piano industriale e l’acquisizione ha sempre più i contorni di un’operazione finanziaria e immobiliare, piuttosto che imprenditoriale», conclude Pellicani. 

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