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Auchan Conad: sindacati e delegati a Ca' Farsetti

Convocati ieri, martedì 4 febbraio, dall'assessore alla Coesione Sociale Simone Venturini. La vicinanza del Comune alla vertenza. Da Conad nessuna risposta

Auchan Mestre, archivio

Passano i giorni, e dall'ultima assemblea dei dipendenti Auchan di Mestre, il 29 gennaio scorso, nessuna risposta è ancora arrivata da Conad alla loro richiesta d'incontro in via Don Federico Tosatto, al centro commerciale. Cento i lavoratori che Margherita Distribuzione (gruppo Conad) ha dichiarato in esubero nel Veneziano, dopo aver rilevato poco alla volta numerosi punti vendita del gruppo Simply (Auchan) sul territorio, oltre che nel resto del Paese. Ieri, martedì 4 febbraio, l'assessore alla Coesione Sociale Simone Venturini ha ricevuto nel pomeriggio a Ca' Farsetti i rappresentanti sindacali del commercio Cgil, Cisl e Uil territoriali e i delegati. È stata manifestata la vicinanza del Comune ai lavoratori in questa vertenza, e la disponibilità al sostegno da parte dell'amministrazione.

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La scelta

Dell'eccedenza di un numero così importante di addetti, tutti nello stesso supermercato, non c'era stato sentore. Fino al 22 gennaio scorso, data della convocazione in Regione delle rappresentanze delle consorziate Conad, dei sindacati del commercio delle confederali Cgil, Cisl e Uil e dei delegati. A quel tavolo è arrivata la notizia. Cento persone secondo Conad dovranno scegliere se lasciare volontariamente il posto, con incentivi; aderire alla cassa integrazione straordinaria, la Cigs, tornata utilizzabile con il governo Conte 2, per un anno; attendere l'arrivo dei nuovi gestori che rileveranno gli spazi lasciati liberi da Auchan al primo piano, e rimettersi a disposizione per rientrare al lavoro. Conad, avendo pensato a queste alternative per chi dovrà lasciare il posto di lavoro all'ex Auchan, ha spiegato in una lettera che non si può parlare di licenziamenti o esuberi. «Escludo - ha affermato Boris Brichese della Filcams Cgil - ci possa essere in questo momento qualche lavoratore disposto ad andar via senza aver visto neppure l'ombra di una proposta formale di accordo da parte dell'azienda. Non si può dire niente finché l'azienda non metterà nero su bianco i propri piani su Mestre. Cosa che finora non ha mai fatto».

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