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L'asta fallimentare per l'ex Umberto I se l'aggiudica Alì Supermercati

Non va deserta e neppure alla Dream House srl la gara di oggi: la catena padovana chiude con 26 milioni e mezzo. «Previsti un albergo e 300 case. Via le ipoteche su immobili e aree circostanti che ora il Comune può utilizzare»

Ex ospedale Umberto I e il presidente e fondatore di Alì Francesco Canella

Alì Supermercati si è aggiudicata oggi, martedì 16 luglio, l'asta fallimentare per l'area dell'ex ospedale Umberto I di Mestre, che appena ieri il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha escluso potesse essere acquistata dal Comune. Tutto lasciava intendere che l'asta potesse andare deserta come in passato, facendo perdere ulteriormente valore all'area. O che la Dream House srl, di Fabio Pesce, l'altra impresa in lizza nell'aggiudicazione degli oltre 4 ettari di terreno nel cuore della città, in stato di abbandono da più di un decennio, potesse vincere con il suo progetto. Ma per 26 milioni e mezzo la gara si è conclusa con l'assegnazione alla catena padovana della grande distribuzione. «Lì sorgerà sicuramente un supermercato, ma anche un albergo e 300 appartamenti e finalmente andranno vie le ipoteche delle banche sulle aree e gli immobili del Comune attorno all'area, che non potevamo toccare».

«Gara lunga»

La conferma dalla dottoressa Federica Candiotto, curatore fallimentare, nel cui ufficio di via Miranese si è svolta l'asta. «Una gara lunga, durata oltre un'ora, con offerte di più di 50 mila euro a colpo - il suo commento - con una base di partenza di 15 milioni di euro. Le buste aperte erano solo due, la Dream House Srl e Alì Supermercati - conferma Candiotto -. Non sono noti i progetti della vincitrice». Stupore e delusione nelle poche parole di Fabio Pesce della Dream House, forse colto di sorpresa dalla ditta concorrente, che ora ha in mano l'area. I progetti falliti del passato, dopo la chiusura del nosocomio nel 2008, avevano già causato degrado e abbandono. Poi è diventato il "buco" al centro di Mestre. Comitati cittadini e l'opposizione, con i consiglieri Monica Sambo, Emanule Rosteghin, e Nicola Pellicani del Partito Democratico, e Davide Scano del Movimento 5 Stelle, hanno inziato a chiedere l'acquisizione pubblica di quei terreni, per restituirli sotto forma di parchi, asili, case, o altre strutture, alla collettività. Richieste che non hanno trovato il favore dell'amministrazione comunale.

Chi è Alì

«Alì è un'azienda veneta, legata al territorio dove è nata e cresciuta dal 1971 ad oggi, crediamo nel Veneto e nelle capacità imprenditoriali di questa Regione - dice il presidente e fondatore Francesco Canella -. Ci ha spinto a fare questo importante investimento il processo di rigenerazione già in corso della città di Mestre, al quale vorremmo dare il nostro contributo cercando un alto equilibrio tra le esigenze del mondo del lavoro e dell’impresa e quelle non meno importanti rappresentate dalle istituzioni e dalle altre voci nelle quali si esprime la ricchezza delle comunità locali. Negli ultimi anni abbiamo accettato diverse sfide, da ultima la realizzazione del punto vendita di Onè di Fonte dove abbiamo realizzato una struttura completamente green, dotata di pannelli fotovoltaici ed esternamente rivestita di una ceramica foto attiva, il cui effetto per la riduzione dell’inquinamento equivale alla presenza di 73 alberi. Seguendo questi valori è intenzione dell’azienda realizzare nell’area di Mestre un intervento di qualità». Alì Supermercati, con un fatturato che ha superato il miliardo di euro, conta 112 punti vendita in Veneto ed Emilia Romagna, tra negozi di quartiere Alì Supermercati e superstore Alìper, dando lavoro a oltre 3.800 collaboratori».

«Via le ipoteche sulle aree del Comune»

«Una delle più belle notizie per la città degli utimi 20 anni, ringraziamo questo gruppo imprenditoriale, uno dei più solidi del Veneto, che ha deciso di investire a Mestre, una città che lo merita - dice l'assessore alla Mobilità Renato Boraso - a dispetto dei gufi che non l'hanno avuta vinta neanche questa volta - aggiunge l'assessore. Come era possibile che il Comune investisse qualcosa come 150 milioni di euro per poi dover riqualificare tutta l'area? - commenta Boraso -. La cosa fondamentale è che Alì ci toglie le ipoteche su tutte le zone e gli immobili circostanti che non potevamo toccare, e lì, dopo aver incontrato l'investitore, potremo decidere di realizzare ad esempio scuole, per cui qualche tempo fa c'erano state richieste, e anche parcheggi, aree verdi, una zona a uso commerciale, ma anche residenze e uffici». «Via Olimpia sarà la porta di accesso alla città con il sistema ferroviario Sfmr di superficie - precisa ancora l'amministrazione -. Insomma la città cambierà definitivamente volto, secondo i progetti urbanistici che abbiamo avviato».

Confesercenti: «Ottima notizia»

Per Maurizio Franceschi, direttore Confesercenti Città metropolitana, è un'ottima notizia: «Non solo perchè pone fine ad una lunga fase di stagnazione, ma riteniamo sia un valore aggiunto che il nuovo proprietario sia un imprenditore del territorio, che ha già investito in città e pertanto la conosce». Per Confesercenti, la rigenerazione dell'area acquistata da Canella deve necessariamente avere come tratto distintivo l'innovazione, sia commerciale che di funzioni sociali. «Ci auguriamo non sia la ripetizione di format commerciali già visti - aggiunge Franceschi - ma che sappia declinare quell'idea di innovazione che passa attraverso servizi "smart", un prodotto di eccellenza e spazi commerciali di dimensioni adeguate ad un capoluogo». Infine Confesercenti ritiene che questo investimento sia «l'occasione per ridisegnare piazzale Candiani, dove ora si trova un Alì che, a rigor di logica, dovrà essere chiuso».

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