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Preso Ken, il boss dell'eroina del quartiere Piave: si trovava in Germania

È stato arrestato ieri su mandato di cattura europeo. È colui che, secondo gli investigatori, gestiva il giro di spaccio nella zona della stazione di Mestre

L'operazione del 10 luglio 2018

Kenneth Igodharo, capo della banda di spacciatori di eroina che gravitava in via Monte San Michele, è stato arrestato ieri a Norimberga, in Germania. Si tratta della persona ritenuta al vertice dell'organizzazione criminale smantellata a Mestre il 10 luglio scorso con una vasta operazione in cui furono impiegati centinaia di agenti. L’uomo, nigeriano di 37 anni noto con il soprannome Ken, è stato individuato nel corso delle indagini della squadra mobile di Venezia, in collaborazione con il Servizio centrale operativo (Sco) ed il servizio per la cooperazione internazionale di polizia.

Presi 39 su 41

L’arresto è avvenuto in esecuzione del relativo mandato europeo, provvedimento richiesto dall'Autorità giudiziaria come conseguenza di un ordine di custodia cautelare in carcere. Ken verrà estradato in Italia nei prossimi giorni. A questo punto ammontano a 39 i provvedimenti restrittivi in carcere eseguiti sul totale dei 41 emessi in occasione della maxi operazione.

Eroina e overdosi

Era Ken, secondo quanto accertato dagli investigatori, a tessere le fila dello spaccio mestrino. Ed era lui a mantenere i contatti con le organizzazioni internazionali di trafficanti di droga. Intelligente e pragmatico, fino all'operazione del luglio 2018 gestiva dalla Francia i rapporti sia con il secondo livello, sia con il terzo dell'organizzazione. C'erano i fidati distributori di "eroina gialla" e c'erano gli spacciatori di strada. Le sue direttive erano seguite alla lettera e i nigeriani, nel tempo, avevano conquistato il mercato vendendo la sostanza a prezzi stracciati: una droga tagliata con l'adulterante metorfano, qualcosa che non si era mai visto in città e che ha causato almeno 11 overdosi fatali nei 12 mesi precedenti all'operazione, di cui 5 ricostruite con certezza.

«Ora serve investire sui servizi sociali»

Un ringraziamento alle forze dell'ordine e alla magistratura è arrivato da Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Marghera. Per Bettin è necessario però investire anche su prevenzione e contrasto delle dipendenze: «Negli scorsi anni, su questo piano, le bande di spacciatori hanno avuto buon gioco e hanno seminato morte, sofferenza, degrado - ha detto -. Serve una nuova stagione di potenziamento dei servizi socio-sanitari, servono decine di nuovi operatori sul campo, nuovi progetti pensati per i tempi attuali, una nuova alleanza tra servizi, istituzioni (scuola compresa, oggi troppo poco in grado di agire) e società».

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