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App e nuovi servizi per il rilancio dei negozi di Mestre (che punta anche sul turismo)

Presentato lo shopping district con la app Fai Centro: la città come un grande centro commerciale con comunicazione e promozione unitaria. Obiettivo 250 attività aderenti entro l'anno

La presentazione della app nell'auditorium M9

È un progetto per la città, senza dimenticare che la città ospita sempre più turisti e che, probabilmente, questo traffico aumenterà nei prossimi anni. Lo shopping district di Mestre si presenta al pubblico e cerca di dare un'identità forte all'insieme dei negozi e degli esercizi, considerato come un grosso centro commerciale all'aria aperta che attua iniziative in modo unitario. Alla guida di questo agglomerato (che comprende, tra piazza e zone limitrofe, 770 attività commerciali, 181 ristoranti/bar e 108 wellness, oltre a teatro, museo e cinema) c'è un manager proveniente dal commercio, Alberto Bozzo, direttore sviluppo mercati di Vela Spa. «Abbiamo scelto lui perché sa come dirigere un centro città proprio come un centro commerciale», ha evidenziato il sindaco Luigi Brugnaro.

Il brand dello shopping district

L'idea si sviluppa attraverso iniziative di identità, infrastruttura e comunicazione: il logo del “Mestre Shopping District: Fai Centro!” è stato registrato in 49 Paesi, mentre ai commercianti nel perimetro del distretto sono state consegnate vetrofanie brandizzate e 22 alberghi hanno posizionato espositori e mappe ad hoc. Presto compariranno segnaletiche verticali con logo e sono pronte a partire campagne con emissione di biglietti omaggio o sconti per assistere a spettacoli o eventi. La app "Fai Centro" per ora riunisce un centinaio di attività ma punta nei prossimi tempi a raccogliere circa 250 adesioni: è una sorta di vetrina digitale di prodotti e servizi per i cittadini, cui si aggiungono informazioni su promozioni, parcheggi ed eventi. I negozi sono geolocalizzati e possono caricare i propri volantini e le proprie informazioni, lanciare sconti e coupon, descrivere la propria offerta. Tutto su smartphone e in più lingue. Infine un piccolo ma significativo incentivo costituito dall'esenzione dalla tassa pubblicitaria ai negozi che fanno digital signage, ovvero promozione su monitor.

Mestre e il turismo

Nel corso della presentazione è stato ricordato come il volume del turismo sia in aumento e che la terraferma ha un potenziale bacino di utenza molto vasto. Molti nuovi alberghi tra Mestre e Marghera sono conclusi e operativi, altri lo saranno nei prossimi anni: «I turisti - è stato detto - dovranno sapere che, al termine della giornata dedicata alla visita della città, hanno a disposizione un grande centro commerciale a cielo aperto in cui fare shopping e cenare». Mentre Brugnaro ha avvertito: «I negozianti devono imparare l'inglese: presto i clienti non entreranno chiedendo se si parla inglese, lo faranno e basta. Non saper comunicare con loro significa perdere occasioni di business».

Commercio e investimenti

Il progetto nasce dalla collaborazione tra amministrazione comunale, associazioni di categoria, camera di commercio e imprese commerciali. Pochi giorni fa Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti, aveva suggerito che il commercio di Mestre può essere rilanciato con i servizi, l'innovazione e la tecnologia, strumenti necessari per far fronte al mondo dell'e-commerce. Il sindaco Brugnaro ha ricordato l'esempio positivo dei commercianti di Zelarino, «che hanno dimostrato come con unità d'intenti, coesione e capacità di fare rete si può prosperare anche se si compete con un grande centro commerciale a poche centinaia di metri». Brugnaro ha poi riepilogato la situazione degli investimenti in atto: «In questo momento sono aperti cantieri pubblici per 365 milioni di euro. Sono investimenti che costituiranno un volàno per interventi privati da 1 miliardo di euro, il che significa lavoro per tutti. L'app che presentiamo non fa altro che offrire un servizio più qualitativo e puntuale al potenziale cliente, garantendogli di trovare ciò di cui necessita nel minor tempo possibile». All'incontro sono intervenuti anche Edmondo Pasquetti, amministratore di M9 District Srl, Luca Candiani, direttore settore innovazione di InfoCamere, e Alberto Bozzo, direttore sviluppo mercati di Vela Spa.

Il Pd: «Le risposte alla crisi sono altre»

«Non basta un'app per rianimare Mestre», è il commento del consigliere Pd Nicola Pellicani: «I dati recentemente diffusi da Confesercenti - ha detto - testimoniano uno stillicidio che dura da tempo, con i negozi sfitti che sono il 22,4% del totale. Il Comune non sta facendo nulla di concreto. Il progetto sui distretti commerciali potrà produrre risultati solo nel lungo periodo, per far fronte all'emergenza ci vuole ben altro. Esistono esempi di altri enti locali che hanno messo in atto azioni di contrasto: ad esempio il Comune di Padova ha adottato una misura di de-fiscalizzazione delle nuove aperture in spazi commerciali sfitti, prevedendo un contributo pari alle imposte comunali del primo anno di attività. Perché il Comune di Venezia non fa altrettanto? L'amministrazione dovrebbe adottare azioni anche più incisive, agendo ad esempio sui costi dei plateatici. Perché non penalizzare i proprietari dei negozi che lasciano i locali sfitti, inasprendo le imposte? Oppure perché non convoca gli stessi proprietari, perché mettano a disposizione gli spazi per favorire i temporary shop?».

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