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Turisti cinesi "costretti" a comprare in negozi convenzionati: evasione da 4 milioni

Il metodo truffaldino contestato al titolare di un'agenzia viaggi di Mestre. L'operazione della Finanza risale a marzo. Dopo l'analisi attenta di pen drive e carte extra-contabili, i militari hanno definito il quadro complessivo dei ricavi non denunciati al Fisco

A marzo la guardia di finanza di Venezia aveva sequestrato denaro, immobili e terreni al titolare di nazionalità cinese di un'agenzia di viaggi a Mestre. Ora i militari hanno completato tutti gli accertamenti di carattere fiscale a carico dell'agenzia stessa e di una vetreria "convenzionata" verso la quale, a fronte di commissioni fisse, venivano indirizzati i turisti per gli acquisti della loro vacanza occidentale. Il dato ufficiale parla di oltre 4 milioni di euro di ricavi non dichiarati al Fisco per le annualità 2014 e 2015, oltre a contestazioni sull'Iva per un ulteriore milione di euro.

Il sistema di provvigioni

Le indagini hanno permesso di comprendere il funzionamento dei rapporti commerciali tra l'agenzia mestrina e le varie attività in laguna. Si trattava di una sorta di patto: «io ti porto i miei clienti, tu mi dai una provvigione su ogni transazione». È così che per ogni acquisto effettuato da un cliente cinese, il titolare dell'agenzia si intascava una percentuale tra il 2,5 e il 30%. Introiti ovviamente non dichiarati al fisco. Tutti i singoli acquisti, fossero un piatto di pasta, un abito costoso o un souvenir in vetro, venivano scrupolosamente annotati dalle guide turistiche, e poi riferite direttamente al "capo". Durante la perquisizione disposta in una delle abitazioni dell'uomo, è stata ritrovata una pen drive molto importante, contenente una serie di prospetti sugli acquisti, mese per mese, con le varie percentuali ed i ricavi.

L'analisi delle pen drive

Proprio l'analisi dei supporti informatici e la documentazione extra-contabile ha permesso ai finanzieri di tracciare il quadro complessivo dell'evasione. Per analizzare il materiale informatico sono intervenuti i consulenti tecnici informatici, grazie ai quali è stato possibile bypassare le password poste a protezione dei file e acquisirne i contenuti in lingua cinese, tradotti con interpreti madrelingua. I prospetti esaminati hanno permesso inoltre di risalire in particolar modo ad una vetreria e di ricostruire gli ingenti incassi nascosti al fisco realizzati dalla stessa con la vendita dei propri prodotti.

La truffa

I turisti, tutti cinesi in visita a Venezia, venivano accompagnati da Mestre, dove alloggiavano, al Tronchetto. Poi da lì, nel corso della giornata di visite, venivano condotti dalle guide in alcune attività commerciali "convenzionate", dai ristoranti alle vetrerie, passando per i negozi di lusso. Alla base il meccanismo truffaldino che ha permesso al titolare dell'agenzia cinese di intascarsi in nero oltre 2 milioni di euro in 2 anni.

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